giovedì 19 aprile 2018

Pavlove ai frutti rossi


Che felicità! Ieri, a distanza di circa vent'anni, ho rivisto le miei prime colleghe. Amiche, compagne di viaggio e di meravigliose avventure. Cinque donne ormai, sedute intorno allo stesso tavolo, per una cena allegra e informale.
Quante cose sono successe…
Quante storie...
Quanti anni!!!
Amori finiti, inaspettati successi, figli grandi, bellissimi, alcuni già laureati da mostrare orgogliosamente.
E noi, donne ormai mature con la stessa voglia di sorridere, e di spettegolare di un tempo.
Milena, Barbara, Ornella, Elena, siete meravigliose e nei vostri occhi, un po' più consapevoli, ho ritrovato le stesse ragazze che ho lasciato.
Grazie...





Ingredienti per 8/10 Pavlove


  • 150 gr di albumi a temperatura ambiente
  • 220 gr di zucchero semolato fine
  • 16 gr di amido di mais
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro


Per la farcitura
  • 350 gr di panna fresca da montare
  • 25 gr di zucchero semolato fine
  • frutti di bosco assortiti
  • menta fresca





Per le Pavlove: iniziate a montare gli albumi a velocità sostenuta. Quanto iniziano a gonfiarsi, unite 100 gr di zucchero. Una volta assorbito, unite a cucchiaiate lo zucchero restante. Montate fino a quanto otterrete una meringa bianca, stabile e lucidissima. A questo punto unite il cremor tartaro e l’amido di mail setacciati, amalgamando fino al totale assorbimento. Trasferite la meringa in una tasca da pasticceria con bocchetta liscia. Formate i nidi di meringa, dressandola a spirare. Infornate per circa 2 ore e 30 a 90°. Estraete le Pavlove non appena si sarà formata la superficie croccante. L’interno invece dovrà rimanere morbido.
Montate la panna con lo zucchero. Riempitele con abbondantemente, e terminate con i frutti di bosco e foglioline di menta.

martedì 10 aprile 2018

Risotto fave fresche, pancetta e pecorino

Che meraviglia! Finalmente è primavera. Adoro questa stagione, mi infonde nuove energie, positività e voglia di rinnovamento. Ho concluso da poco l'ennesimo capitolo doloroso della mia vita e non vedo l'ora di voltare pagina, o addirittura di cambiare libro. Questa stagione, le continue opportunità lavorative e collaborazioni sicuramente mi aiutano.
Sul numero di aprile-maggio uscito da pochi giorni in edicola di Vini & Cucina Bresciana, con il quale collaboro da qualche tempo, potete trovare pubblicata la ricetta di questo risotto super goloso.
Un esplosione di colori primaverili, sapori inconfondibilmente rustici e raffinati allo stesso tempo.
Un risotto che ha stupito e che sono stata piacevolmente costretta a replicare proprio perché è andato a ruba. Un primo piatto particolare e irresistibile che vi consiglio di preparare a chi volete bene, perché arriva al cuore.


"Le ricette di cucina sono un bene universale estremamente democratico, un tesoro che appartiene a tutti e che come le sette note può essere combinato in migliaia e migliaia di modi e diventare personale, a volte unico". P. Maugeri














Ingredienti per 4 persone:


  • 280 gr di riso Carnaroli
  • brodo vegetale
  • 1 piccola cipolla
  • 250 gr di fave fresche (circa 1 kg con baccello)
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 50 gr di pancetta a fettine
  • 50 gr di burro
  • 30 gr di pecorino grattugiato
  • pecorino fresco in scaglie
  • olio evo
  • sale, pepe










































Sgranatele fave e lessatele in acqua salata per un paio di minuti. Scolatele e sbianchitele in una ciotola con acqua e ghiaccio. Nel frattempo portate a bollore il brodo vegetale. Eliminate la pellicina esterna delle fave, tenetene da una una decina che serviranno per la decorazione (foto 1). Frullate le restanti con pochissimo brodo. Rosolate la pancetta tagliata a tocchetti in una padella. Tenete da parte. Per il risotto: rosolate mezza cipolla in poco olio fino alla doratura. Eliminatela. Tostate il riso, sfumatelo con il vino e poi, poco alla volta, unite il brodo (foto 2).  A metà cottura aggiungete le fave passate e proseguite fino a cottura. Fuori dal fuoco mantecate con il pecorino grattugiato e con il burro. Servite il risotto ultimando il piatto con la pancetta rosolata, le fave fresche e le scaglie di pecorino (foto 3).


foto 1
foto 3
foto 2

mercoledì 4 aprile 2018

Tarte Tatin alle cipolle rosse caramellate e timo fresco

Sono tre giorni che mangio cipolle.
Con questa frase rispondo alle tante domande in merito al destino di tutti i piatti preparati e fotografati nel corso di questi anni.
Dovete sapere che, da brava maestrina con penna rossa sempre in mano come sono definita simpaticamente, anche se devo ammettere che un po' lo sono realmente, prima di ritenermi completamente soddisfatta del risultato fotografico di un mio piatto, ce ne vuole!!!
Capita sempre più spesso di sfornare 5/6 Red Velvet prima di  scattare la fotografia alla torta con quella sfumatura di rosso perfetta, oppure di ripetere il risotto perché non mantecato dignitosamente e quindi inguardabile.
E' un lavoraccio, credetemi!!! Pensare alla ricetta, alla spesa, alla preparazione del piatto in orari assurdi per approfittare della luce del mattino, all'impiattamento, set fotografico, reflex, cavalletto ecc. ecc.
Ma questo è il mio mondo, la mia vita, e non potrei più farne a meno...
 
 
Posateria Noui
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ingredienti:
 
 
 
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 6/7 cipolle rosse bio
  • 50 gr di burro
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di aceto balsamico
  • timo fresco
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pulite le cipolle e tagliatele a fette dello spesso di 1 cm. In una padella adatta anche per il forno, fate sciogliere 30 gr di burro, 2 cucchiai di zucchero di canna e l'aceto balsamico. Adagiate le cipolle ricoprendo tutta la superficie (foto 1). Unite il restante burro a fiocchetti e lo zucchero (foto 2).
Proseguite la cottura per almeno 15 minuti, fino a quando le cipolle si saranno completamente ammorbidite. Togliete la padella dal fuoco, adagiate sulle cipolle il disco di pasta sfoglia cercando di piegare i bordi verso il basso. Infornate a 170° per 15/16 minuti.
Togliete dal fuoco, fate riposare per un paio di minuti e poi sformate.
Servite la Tarte Tartin tiepida con timo fresco.
 
 
foto 3
foto 1
foto 2
 
 

mercoledì 28 marzo 2018

Il "Cibo di Mezzo" de L'Osteria H2O

Non vi è mai capitato di aprire una porta e di ritrovarvi immediatamente in una realtà splendida e inaspettata? A me sì, pochi giorni fa, in una bellissima giornata della primavera tanto attesa.
Arrivare a Moniga del Garda (BS) ha significato un ritorno inevitabile alla mia adolescenza. Alle mie spensierate vacanze da ragazzina ribelle, ai falò accompagnati dalla chitarra sulla spiaggia ciotolosa, alle notti di San Lorenzo a caccia della stella cadente portatrice di quel desiderio nascosto.
Dietro la porta di legno massiccio de L'Osteria H2O in giacca bianca, c'era ad attendermi lo chef Saulo Della Valle, che, con calorosa stretta di mano, mi ha accolta nel suo ristorante.
Arredamento concepito nel nome del minimalismo: pochi, solidi arredi su disegno, legni, candidi tavoli, in un insieme armonico in continua tensione verso il lago, interpretato da grandi vetrate che aprono il locale sul paesaggio.
Stile vagamente nordico, dove il legno, sapientemente lavorato da artigiani locali, incontra il design, la riscoperta di materiali riciclabili e la voglia di ecosostenibilità.





La mia mania per il dettaglio e per la perfezione della "mise en place" è stata ampliamente appagata dalla presenza di eleganti e immacolate tovaglie di finissima fiandra perfettamente inamidate, ormai dimenticate da tanti ristoranti. La tavola ben apparecchiata,  simbolo senza tempo di convivialità, condivisione, incontro, è un piacere per gli occhi.
L'Osteria H2O, assieme ad altri nove ristoranti bresciani, partecipa al progetto Cibo di Mezzo, prorogato fino al 18 aprile '18 proprio per il riscontro positivo ottenuto.
Cibo di Mezzo, ovvero l'unione tra produttori locali, chef e ristoranti, in un progetto comune di valorizzazione della buona cucina, con l'utilizzo di materie prime eccellenti, talvolta sconosciute, tipiche del nostro territorio.
Dalla terra, dai nostri laghi, alla tavola di locali rigorosamente selezioni, con menù studiati per valorizzarli al meglio.
Tradizione, innovazione, ricercatezza, territorio, materie prime di altissima qualità.
Questi gli ingredienti principali del menù de L'Osteria H2O.
Un susseguirsi di piatti inaspettati, frutto di studio e meticolosa ricerca, bilanciati alla perfezione.
Cura, armonia, precisione nell'impiattamento, nella scelta e nella coerenza della palette di colori utilizzata. Opere d'arte alla vista, e al palato.



ph: Nicolò Brunelli

Nonostante arte e cibo si siano sempre incrociati sin dall'antichità, in queste "Sarde agli agrumi con broccoletti e senape antica" l'ardesia è il mezzo di espressione utilizzato dallo chef Della Valle per esprimere, valorizzare, trasmettere tutto il suo sapere.
Un'opera d'arte che a differenza di altre mi ha regalato una vera esperienza sensoriale, appagando la vista, l'olfatto, il tatto e il gusto.
Un disordine "ordinato" di elementi di un cromatismo accentuato. Un insieme di sapori, temperature differenti, croccantezze inaspettate. Un piatto pensato per colori, assonanze, stile.
Note fresche e agrumate di lemongrass, dalle tante proprietà olfattive, gastronomiche e benefiche, avvolto da croccanti e golose sarde del lago, dalle carni particolarmente digeribili, ricche di sali minerali e omega3.
Broccoletti verdi appena scottati, e la nota leggermente piccante  e inconfondibile della senape antica in grani puliscono il palato preparandolo ad un nuovo e invitante boccone.


ph: Nicolò Brunelli

Pochi ingredienti per un grande piatto che non ti stancheresti mai di assaporare, accompagnato dal Chiaretto Costellazioni 2015 della Cascina Belmonte a me molto cara,  anch'esso con agrumato, fresco ed equilibrato.
Un'esperienza di gusto che vi consiglio di provare.
Un menù ben pensato e realizzato alla perfezione.
Una location che vi lascerà senza parole.


L'Osteria H2O
Via Pergola, 10
25080 Moniga del Garda (BS)

Tel. 0365 503225
info@losteriah2o.it

Un grazie particolare a Nicolò Brunelli per il materiale fotografico fornito.

giovedì 22 marzo 2018

"Il Cibo di Mezzo" de La Speranzina

Si dice spesso che la curiosità è donna, e che essa sia una caratteristica tipicamente femminile è una credenza diffusa. Curiosità ovvero lo stato dell'essere curioso, in cerca di informazioni, interessato, pronto a tutto pur di capire e conoscere qualcosa.
Sono da sempre curiosa di scoprire quello che succede intorno a me. E non credo sia solo per una questione di appartenenza al "dolce sesso", ma una peculiarità del mio essere.
E tra maniacali letture di riviste del settore, articoli sul web, condivisioni e amicizie comuni, poco più di un mese fa, sono venuta a conoscenza di un'iniziativa, mi correggo, l'iniziativa che aspettavo da tempo. "Cibo di Mezzo".
Dieci ristoranti di spicco bresciani, riuniti in un progetto a tutela della buona cucina e del nostro territorio. Dieci menù esclusivi tutti da scoprire, con l'utilizzo consapevole e con la valorizzazione di prodotti locali d'eccellenza rigorosamente selezionati, talvolta sconosciuti.
Dalla terra, dai nostri laghi,  e da coltivazioni attente e rigorose, alla scelta, allo studio di un menù accattivante che li valorizzi in tutta la loro purezza e semplicità, fino ad arrivare alla tavola, in un percorso a tutto tondo. 
La nostra provincia, talmente ampia e variegata sia per aspetti climatici che puramente territoriali, è invidiata proprio per produzioni di materie prime di altissima qualità. Dalle preziose bollicine Franciacorta, al delicato Olio Extravergine del Garda Dop, a farine, a profumati limoni, cedri, bergamotti dell'alto Garda, simboli naturali del clima mediterraneo che è proprio del lago.
Piccoli produttori con storie affascinanti da raccontare, spesso legate a antiche tradizioni di famiglia e a gesti che si ripetono negli anni, spinti da pura passione, desiderosi di far conoscere i propri prodotti attraverso l'esperienza e le sapienti mani di chef pronti a valorizzarli.
E' proprio questa condivisione, questa collaborazione a rendere interessante e unico questo progetto.
La mia conoscenza del territorio, e la mia curiosità, mi hanno portata in uno dei luoghi più affascinanti del Lago di Garda. Sirmione, conosciuta come "la perla delle isole e delle penisole" grazie a Catullo e rinomata per le note proprietà curative delle sue acque termali.
In un sabato piovoso e per nulla promettente, il padrone di casa Stefano, Kristina, lo chef Daniele Mei e lo staff al completo de La Speranzina Restaurant & Relais mi accolgono nel loro ristorante con spontanea ospitalità e quel pizzico di sofisticata semplicità che mi fa sentire  "la benvenuta"
Ambiente accogliente e ricercato, caratterizzato da bianchi ed eleganti arredi, spazi luminosi, ma raccolti e da una vista mozzafiato, dove si respira sin da subito aria fresca e leggera.






Determinazione, voglia di fare, ricerca e cura del dettaglio, ma soprattutto passione, balzano subito all'occhio, lasciandomi incuriosita e impaziente di gustare i piatti del loro menù Cibo di Mezzo.
La Speranzina è stata da me scelta perché corrisponde esattamente ai canoni di un'esperienza di gusto, ovvero la consapevolezza che per sviluppare al massimo il potenziale della materie prime, sia necessario, non solo lavorare sullo studio della ricetta e della sua realizzazione, ma anche dare importanza a tutto ciò che coinvolge gli altri sensi: vista, tatto, udito.
Assaporare un piatto deve rappresentare un'esperienza e deve saper regalare qualcosa: un'emozione.
Grande ricerca delle materie prime, lavorate il meno possibile per non disperderne profumi, colori, valori nutritivi. Valorizzazione delle eccellenze del territorio, scelte e rese protagoniste, in un menù innovativo, ma con quella punta di tradizione che non guasta mai.
Freschezza, ricerca, in un susseguirsi di piatti e consistenze che sorprendono, fino ad arrivare al piatto rappresentativo e più vicino allo chef...e come dargli torto!

"Croccante di scampi e branzino, limone, erba cipollina insalatina di frutta e verdura".





Una ventata improvvisa di primavera. Il piatto che senz'ombra di dubbio mi ha colpita maggiormente proprio per l'alternanza di sapori, temperature, consistenze che lo compongono.
Legato a ricordi ed a esperienze passate dietro ai fornelli dello chef Daniele Mei, raccontato con emozione e sentimento e con quel pizzico protezione verso la propria creazione, questo piatto nasconde tra colori vivi armoniosamente mischiati tra loro, tutta la sua storia e il suo sapere.
La rusticità di un pane pugliese tagliato sottilmente, avvolto a cannolo e fritto, per darne la giusta croccantezza e golosità, racchiude una tartare di scampi e branzino.
L'elemento più rappresentativo e semplice della tavola di tutti i giorni, e il crostaceo più pregiato, dal sapore delicato vagamente  minerale e dalla preziosa polpa, in un unico e indissolubile abbraccio.
Guscio caldo croccante e interno volutamente freddo. Una sorpresa ad ogni boccone proprio per l'alternanza di consistenze, e di sapori. L'acidità di sottili fette di mela verde Grammy Smith, alternata alla dolcezza di veli di carota, dal sapore terroso di croccanti ravanelli tagliati alla perfezione, a piccoli germogli di rucola e chicchi di melagrana.
Un piatto che continueresti a mangiare all'infinito.
Il piatto che ti prende per mano e ti porta in quel luogo magico dal quale non vorresti più tornare.


La Speranzina Restaurant & Relais
Via Dante, 16
25019 Sirmione (BS)
tel. 030 9906292

https://www.lasperanzina.it/




mercoledì 21 marzo 2018

Capesante con purea di mele e zenzero e scalogni croccanti

Benvenuta primavera! Anche se le giornate piovose degli ultimi periodi non la ricordano minimamente, ci sono un sacco di buone ragioni per amarla e per attenderla con impazienza. Ho estremo bisogno di aprire la finestre di casa, chiuse da mesi, di respirare a pieni polmoni aria fresca e pulita, di annusare il profumo inebriante di fiori dai colori delicati, di preparare piatti freschi, gustosi e particolarmente intriganti.
E' vero. Sono metereopatica, e più invecchio, più questo "fastidio" si accentua. 
La primavera è la stagione in cui tutto nasce, tutto prende vita, tutto acquista un senso. I prati si popolano di insetti e gli alberi si accendono di tonalità diverse. 
In onore della primavera ormai alle porte, oggi ho preparato un antipasto perfetto per il pranzo di Pasqua. Capesante scottate velocemente in poco olio extravergine, servite su una purea di mele e zenzero fresca e profumata...

In collaborazione con Noui - Posate in Silver Metal Ceramic.






Ingredienti per 4 persone:

  • 8 noci di capesante Atlantiche
  • 3 mele Grammy Smith
  • 2 scalogni 
  • zenzero fresco
  • 1 cucchiaio di farina "00"
  • olio di semi 
  • foglioline di rucola
  • sale fino























































Per la purea di mele: sbucciate le mele, tagliatele a piccoli tocchetti, una piccola noce di zenzero tagliato a listarelle e lessateli in acqua per una circa 15 minuti, fino a quando saranno tenere. Trasferite il tutto in un mixer, aggiungete un filo di olio extravergine e zenzero fresco grattugiato. Frullate finemente, passate al setaccio.
Tagliate gli scalogni a rondelle sottili. Infarinatele, friggetele per pochi secondi in olio ben caldo. Tenete da parte. Scottate le capesante in un padella di acciaio leggermente una d'olio ben caldo, un paio di minuti per lato. Una volta scottate, lasciatele riposare un minuto su carta assorbente.
Componete il piatto servendo sul fondo la purea di mele e zenzero, le capensante scottate, e gli scalogni fritti. Decorate con piccole foglie di rucola. Servite immediatamente.

mercoledì 7 marzo 2018

Chiffon Cake al limoncello

Il post di oggi è dedicato a tutte le donne. Mamme, figlie, mogli, fidanzate, amiche, sorelle e a tutte le donne del mondo, che sorridono, piangono, combattono, gioiscono.
Auguri a tutte le donne complicate e meravigliose che lavorano e sognano, che amano e odiano e che  dimostrano ogni giorno che, sotto abiti delicati, nascondono una sensibilità unica e una voglia di lottare, di cadere, e di rialzarsi invidiabili. Auguri a tutte quelle donne che non cercano di somigliare agli uomini e che conservano grazia, raffinatezza e femminilità anche sul ponte di comando.
Auguri alle donne di ieri che hanno lottato per i nostri diritti senza mai arrendersi, a quelle che ci hanno insegnato a vivere attraverso il loro esempio ed i loro sacrifici, a quelle che volevano cambiare il mondo e, piano piano, ci sono riuscite.


"Le donne sono come fiori: se cerchi di aprirli con la forza, i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perchè solamente con il calore si schiudono. E l’amore e la tenerezza insieme sono il sole per una donna. Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale. Perché una donna, quando si sente amata…, si apre e dà tutto il suo mondo". Fabio Volo



Ingredienti per uno stampo da 24 cm:




  • 300 gr di zucchero semolato fine
  • 290 gr di farina per dolci soffici
  • 7 uova medie
  • 185 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 10 gr di liquore limoncello
  • 120 gr di olio di mais
  • la scorsa di 1 limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina di cremor tartaro (da 8 gr.)
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 pizzico di sale


Per la rifinitura:


  • 200 gr di panna fresca da montare
  • 30 gr di zucchero a velo










































































Premessa doverosa: per la preparazione di questa torta è necessario l'apposito stampo "con i piedini", lo stesso utilizzato per la Angel Cake, che non deve essere né imburrato, né infarinato. L'alternativa è uno stampo tradizionale per ciambelle o torte, ovviamente imburrato.
Preparazione: in una ciotola molto capiente inserite gli ingredienti seguendo questo preciso ordine: farina setacciata con il lievito, zucchero, il pizzico di sale. Dopo averli amalgamati tra loro, formate un buco al centro nel quale inserirete: olio, tuorli, acqua, il limoncello, scorza del limone e vanillina. Lasciate riposare il tutto così, senza mescolare. Nel frattempo montate gli albumi a neve ben ferma, unendo a metà, la bustina di cremor tartaro. Lasciateli da parte. Frullate ora per qualche minuto l'impasto precedente, fino ad ottenere una pastella liscia e setosa. Accendete il forno a 160°. Unite in più riprese gli albumimescolando dal basso verso l'altro, facendo attenzione a non sgonfiarli. Versate la pastella nello stampo e cuocere per 50 minuti e poi altri 18-20 minuti a 175°. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare capovolta. Vedrete che si staccherà perfettamente da sola dallo stampo.
Per la rifinitura: montate la panna fresca con lo zucchero a velo. Con l'aiuto di una spatola, ricoprite non completamente la torta, creando un effetto "vedo non vedo", tipico delle naked cake.
Decorate la superficie con fiori freschi.








giovedì 22 febbraio 2018

Ravioli di grano arso con caprino, peperoni cruschi e branzino, su crema di topinambur e le sue chips

Manca poco, sono in partenza. La tanto sospirata vacanza si sta avvicinando. Ho un bisogno estremo di staccare dalla solita routine. Prendere l'aereo per me significa: voglia di evadere, emozione, libertà. La mia vita ultimamente è piena di novità, di progetti, di piccoli e grandi impegni.
Inizia con questo post una nuova collaborazione con un'azienda di Matera che mi sta molto a cuore: Sapori dei Sassi,  specializzata nella commercializzazione dei migliori  prodotti tipici italiani Doc, provenienti da diverse regioni. In questa incredibile ricetta, dai sapori unici e inconfondibili, ho utilizzato per la prima volta dei peperoni cruschi, rossi, dolci e fritti e una profumatissima farina di grano arso, dal sapore intenso, affumicato, con sfumature di mandorla, nocciola e caffè tostato.
Ravioli gustosi e golosi, con una crema di topinambur, le sue chips e piccole losanghe di branzino scottato dalla parte della pelle, in questo mio primo piatto che sorprende...







Ingredienti per 4 persone



Per i ravioli di grano arso:



  • 200 gr di farina di grano arso
  • 100 gr di farina di semola
  • 3 uova intere
  • 1 tuorlo
  • 200 gr di caprino
  • 3 peperoni cruschi
  • olio per frittura
  • erba cipollina
  • sale, pepe



Per il branzino:

  • 1 filetto di branzino
  • olio extravergine



Per la crema di topinambur:



  • 250 gr di topinambur
  • 1/2 patata
  • sale, pepe bianco
  • olio extravergine



Per le chips di topinambur:


  • germogli freschi di pisello
  • 1 peperone crusco tagliato a julienne





















Preparazione: lavorate in planetaria o a mano le farine con le uova. Lasciate riposare il panetto di pasta per almeno mezz'ora, avvolto nella pellicola. Nel frattempo fare rinvenire in una padella con olio ben caldo di peperoni secchi, scottandoli velocemente da tutti i lati (foto 1).
Lavorate il caprino con l'erba cipollina e 2 peperoni tritati finemente, ottenendo un ripieno liscio e omogeneo. Trasferitelo in un sac à poche. Per la crema di topinambur, lessate in poca acqua la mezza patata e i topinambur tagliati a tocchetti. Frullate, regolate di sale e pepe, lucidate con un filo d'olio. Scottate dalla parte della pelle il branzino tagliato a piccole losanghe in una padella con olio evo ben caldo. Stendete la pasta in una sfoglia sottile. Con un coppa pasta ricavate 12 dischi, farciteli con il ripieno (foto 2), chiudeteli e lessateli in abbondante acqua salata. Friggete le chips di topinambur in olio da frittura. Scolatele su carta assorbente e salate. Componete il piatto versando la crema di topinambur al centro, adagiate 3 ravioli per persona, terminate con il branzino scottato e le chips.
Decorate con germogli di pisello e listarelle di peperoni cruschi (foto 3). Servite immediatamente.


foto 1
foto 3
foto 2

martedì 20 febbraio 2018

Risotto al baccalà mantecato e carciofi

Continua a pieno ritmo la mia collaborazione con Noui. La prima linea di posate in Silver Metal Ceramic, superleggere e completamente antibatteriche, in tre differenti linee, una più particolare dell'alta. Ormai, miei cari lettori, mi conoscete bene. Sono estremamente attenta e selettiva ai prodotti che decido di far miei, sia in cucina che sulla tavola. In questo caso mi è bastato sollevarle.
Amore a prima vista e, con molto orgoglio, le voglio far conoscere anche a voi e a tutti coloro che, non solo sono attenti alla qualità del cibo che portano in tavola, ma anche nella scelta dei materiali con i quali questo viene a contatto. Perchè, utilizzare posate adeguate, è il primo passo per nutrirsi in modo sano e responsabile.
Il piatto di oggi è incredibile. Terra e mare si incontrano in un risotto super cremoso che ha lasciato i miei ospiti senza parole. A renderlo particolare, oltre a piccole quenelle di baccalà mantecato, sottilissime e croccantine chips di carciofi freschi fritti in abbondate olio.
E ci si sente subito in pace con il mondo...





 








Ingredienti per 4 persone



Per il baccalà mantecato:


  • 300 gr di baccalà dissalato e bagnato
  • 1 bicchiere di latte intero
  • 1/2 piccola cipolla
  • olio evo
  • sale, pepe




Per il risotto:


 
  • 300 gr di riso Carnaroli
  • 1/2 cipolla
  • 1lt di brodo vegetale
  • 50 gr di burro
  • 70 gr di parmigiano grattugiato
  • olio evo
  • sale, pepe




Per i carciofi:



  • 2 carciofi con le spine
  • olio da frittura 
  • 1 limone
 

 









































Per il baccalà mantecato: stufate in poco olio mezza cipolla tritata finemente. Unite eventualmente un goccio d'acqua per non farla colorire troppo. Aggiungete i tranci di baccalà bagnato e dissalato (foto 1). Cuocete per pochi minuti da entrambi i lati. Ricoprite con il latte, coprite con un coperchio, e proseguite la cottura per 15/20 minuti, fino a quando si sarà sfaldato. Trasferitelo in planetaria o in un mixer. Azionate a velocità bassissima la lama e unite a filo l'olio evo, come per una maionese, fino a quando otterrette una crema soffice e bianca. Regolate di sale e tenete da parte.
Pulite i carciofi, eliminando le spine esterne. Eliminate con un taglio netto le punte, e la barba centrale. Affettateli sottilmente. Versateli in una ciotola con acqua e limone per non farli annerire (foto 2). Portate a temperatura abbondante olio da frittura. Asciugate i carciofi per bene e friggeteli per pochi minuti. Scolateli e asciugateli su carta assorbente. 
Per il risotto: scaldate l'olio in una pentola. Rosolate mezza cipolla lasciata intera. Raggiunta la doratura, eliminatela. Unite il riso, tostate e poi sfumate con il vino bianco (foto 3). Proseguite la cottura unendo poco alla volta il brodo. A cottura ultimata togliete dal fuoco. Mantecate il risotto con il burro e con il formaggio grattugiato. Servite il risotto con quenelle di baccalè mantecato e i carciofi fritti.


foto 1
foto 3
foto 2

martedì 13 febbraio 2018

Bundt Cake al cioccolato e mandarini caramellati

Oggi è martedì grasso e la mia cucina, anziché profumare di dolci tradizionalmente fritti, profuma di cioccolato e mandarini caramellati. Di un profumo inebriante e delizioso che riempie ogni stanza, ogni angolo di casa. Anche se sono influenzata e completamente afona, la voglia di rimboccarmi le maniche e cucinare non manca mai. Del resto è la mia medicina, come potrei farne a meno?
Tutto il mio mondo, i miei affetti, l'amore che vivo e respiro a piene mani ogni giorno, profuma e parla di cucina. Ho la fortuna di avere al mio fianco un grandissimo chef, in questo amore nato tra ricette e pentole fumanti, concorsi e showcooking. Il temuto "giudice cattivo" e arrabbiato con il mondo di tante mie gare, si è trasformato nella persona più dolce e tenera del mondo, che mi supporta, coccola e sorprende in ogni istante.
Che dire...sono davvero fortunata!

Questa ricetta la trovate anche pubblicata sul nuovo numero di Vini & Cucina Bresciana








Ingredienti:

  • 300 gr di farina "00"
  • 75 gr di cacao amaro 
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 220 gr di burro a temperatura ambiente
  • 280 gr di zucchero semolato
  • 4 uova grandi
  • 125 ml di latte intero
  • 125 gr di panna fresca
  • 1 bustina di vanillina


























Per i mandarini caramellati:

  • 3 mandarini
  • 2 cucchiai di acqua
  • 3 cucchiai di zucchero semolato






























Per la decorazione:


  • zucchero a velo
  • ribes fresco
  • fichi secchi
  • mandarini caramellati
  • piccole meringhe














Procedimento: in una ciotola capiente unite la farina, il cacao amaro, la vanillina, il bicarbonato e il sale. Mischiate e passate al setaccio. Tenete da parte. In planetaria o in un’altra ciotola, montate il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere una crema bianca e spumosa. Aggiungete 1 uovo alla volta, aspettando che si sia perfettamente amalgamato il precedente prima di aggiungere il successivo. In un bicchiere mischiate il latte intero con la panna. Unite in 3 volte la farina con il cacao, alternandola ai liquidi (panna e latte), amalgamando il tutto, fino a ottenere un impasto liscio e setoso. Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella, oppure potete utilizzare uno stampo in silicone. Versate il composto livellando la superficie con un cucchiaio. Infornate in forno preriscaldato a 160° per 55 minuti. Controllate la cottura utilizzando uno stecchino. Nel frattempo tagliate a fettine dello spesso di 5 mm i mandarini ben lavati. In una padella larga, versate l’acqua, adagiate le fette di mandarino ben distanziate tra loro, coprite con lo zucchero.
Cuocete a fuoco moderato fino a quando l’acqua si sarà quasi completamente evaporata, girandole ogni tanto. Toglietele dal fuoco e adagiatele su un foglio di carta da forno, lasciandole asciugare.
Decorate il dolce spolverizzandolo con lo zucchero a velo, con le fettine di mandarino, ribes, fichi secchi e piccole meringhe.


mercoledì 7 febbraio 2018

Mini Red Velvet di San Valentino


La festa tanto odiata o tanto amata da tanti, si sta avvicinando. Mancano pochi giorni all'immancabile appuntamento per i romantici di tutto il mondo: San Valentino! Oltre a rose rosse, cenette romantiche a lume di candela, serenate d'altri tempi, non poteva mancare lei: la torta. In tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni accompagna da sempre i momenti cruciali e romantici delle nostre vite e dei nostri amori. Prove tecniche quindi in anticipo quest'oggi. Mini Red Velvet,  piccole, spettacolari e bianchissima che desideravo preparare da tempo.  Simbolo della pasticceria americana. Maestose e super golose, resa romantiche da cuori rosso fuoco di pasta di zucchero, accompagnerà sicuramente la mia e, spero, la vostra serata "tutta miele e coccole". 
In collaborazione con Noui... 


"Un doppio arcobaleno
scalda il cuore
porta il sereno,
il sole fa l'occhiolino.
Buon San Valentino!"










Ingredienti per 4 persone:


  • 125 gr di yogurt bianco
  • 25 gr di latte intero
  • 17 gr di colorante rosso in gel
  • 75 gr di burro
  • 180 gr di zucchero semolato
  • 185 gr di farina 00
  • 5 gr di cacao amaro in polvere
  • 12 ml di aceto bianco
  • 5 gr di bicarbonato
  • 1 uovo intero grande
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 pizzico di sale







 












Per la decorazione:


  • 250 gr di Philadelphia light
  • 150 gr di zucchero a velo
  • pasta di zucchero rossa 
  • menta fresca










































 
Lavorate nella planetaria il burro a pomata con lo zucchero semolato, fino a renderlo gonfio e spumoso. Quando sarà completamente amalgamato aggiungete l'uovo. In una ciotolina, mescolate il latte, lo yogurt ed il colorante in gel. Tenete la parte. In un'altra ciotola, versate la farina 00, la bustina di vanillina, il pizzico di sale ed il cacao amaro in polvere. Setacciate. Unite al composto di burro, zucchero e uova, 1/3 delle farine ed 1/3 di yogurt e latte. Amalgamate il tutto, e poi terminate gli ingredienti in altre due volte. Imburrate ed infarinate la teglia. Sciogliete il bicarbonato nell'aceto in un bicchiere e versatelo velocemente al centro dell'impasto appena vedrete la reazione chimica della schiuma. Amalgamate ancora il tutto. Versate l'impasto nella tortiera riempiendola per 3/4. Informate per 40 minuti a 175°, controllando la cottura con uno stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare. Con un coppapasta ricavate delle tortine che taglierete a metà. Per la crema: in un mixer, amalgamate la Philadelphia e lo zucchero a velo. Farcite ogni strato di tortine con un sac à poche. Decorate a piacimento con il frosting e con cuori di pasta di zucchero. Lasciate riposare in frigorifero per 5-6 ore prima di servire.





martedì 6 febbraio 2018

Focaccia alla salamella, fave e cipolle

Sono cresciuta in una famiglia umile e unita in un paesino di campagna che odiavo e che ritenevo non adatto al mio spirito libero, consapevole che il mio "posto perfetto" doveva essere ancora scoperto e che fino ad allora, la mia anima non avrebbe trovato pace.
Sono cresciuta con il profumo di ragù la domenica mattina, montagne di farina e uova sulla tavola dalle gambe ricurve e galline starnazzanti nel cortile, tra cesti di golosi frutti e verdissimi raccolti.
Sono cresciuta circondata dalla musica e da parole delicate e gentili, che oggi, nelle mie stanze vuote, vorrei risentire.
Ho lavorato ogni giorno in una direzione ben precisa, a volte perdendo la bussola, come è giusto che sia, ripercorrendo o scoprendo nuovi sentieri sempre accidentati.
Vivo oggi ogni giorno nella speranza di riuscire ad imboccare la strada che mi porti verso quel "posto perfetto". Verso quella che potro finalmente chiamare casa. Verso quel luogo che potrà metter fine alla mia infinita ricerca.





Ingredienti per 4 persone:

 
Per la focaccia


  • 500 gr di farina "00"
  • 260 gr di acqua
  • 30 gr di olio evo
  • 15 gr di sale fino
  •  8 gr di lievito di birra fresco



Per la farcitura


  • 250 gr di fave Michelotti & Zei
  • 1 foglia di alloro
  • 2 salamelle fresche di suino
  • 2 cipolle bianche 
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio evo
  • sale, pepe
·      
   





































































Mettete in ammollo le fave in abbondate acqua fredda per circa 12 ore (foto 1). Trascorso il tempo di ammollo, lessatele acqua salata per circa 2 ore con la foglia di alloro. Tenete da parte.
Per la focaccia: in planetaria versate l’acqua tiepida con il lievito di birra, l’olio e farina. Lavorate l’impasto per circa 5 minuti. Alla fine unite il sale, continuando la lavorazione, fino a ottenere un impasto liscio e vellutato. Formate una palla e riponetela in una ciotola unta d’olio, spennellando la superficie con altro olio. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare in luogo tiepido per mezz’ora.
Stendete poi l’impasto in una teglia unta d’olio, schiacciandolo leggermente, bucherellandolo con le mani (foto 2). Spennellate con abbondante olio e lasciate lievitare, coperto da pellicola, per 3 ore abbondanti.
Nel frattempo rosolate in olio evo la cipolla tritata finemente, le salamelle, il rosmarino (foto 3) e le fave lessate. Infornate la focaccia bianca in forno preriscaldato a 170° per 10 minuti. Estraetela velocemente dal forno e ricopritela con quello preparato in precedenza.
Proseguite la cottura per altri 10 minuti, fino alla cottura completa.
Servite non appena intiepidita.


foto 1
foto3
foto 2